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Serata rétro anni ’70 al Circolo ARCI di Torniella (GR)

ll Circolo Arci di Torniella organizza, per il giorno 23 Aprile 2017, una serata rètro incentrata sugli anni ’70.
Gli abiti che ci saranno in esposizione sono stati gentilmente offerti dal negozio MCO di Marcella e Celeste Sgai.
L’evento inizierà alle ore 21:30 e sarà accompagnato dalla musica di DJ Ricky Bartalucci.
L’abbigliamento a tema verrà apprezzato.

Si ringrazia, in particolar modo, per l’idea Andrea Landini.

Intervista BMP n° 4: Davide Dominoni

Davide: presentati…

Mi chiamo Davide Dominoni, e sono un ricercatore post-doc presso l’istituto olandese di ecologia a Wageningen, in Olanda, e presso l’Università di Glasgow in Scozia. Sono laureato in Scienze Naturali in Italia. Dopo la laurea a Parma ho lasciato l’Italia e ho lavorato come ricercatore e assistente di campo in Irlanda e in Australia, prima di trasferirmi in Germania dove ho iniziato un dottorato.
Come sei entrato nel filone di studi sull’inquinamento luminoso?
E’ stato con il mio dottorato in Germania. Sono sempre stato interessato agli impatti antropogenici sulla fauna e ci tenevo a fare un dottorato su temi di ecologia urbana. Quando vidi l’offerta di lavoro per un dottorato sugli effetti ecofisiologici dell’inquinamento luminoso su merlo europeo, mi parve un’ottima opportunità per seguire il mio interesse.
Ci puoi dire qualcosa sulle tue ricerche e sui risultati che hai ottenuto finora?
La mia ricerca parte da due concetti di base. Il primo è che la luce è il principale fattore ambientale che regola i ritmi vitali, dando i segnali per il sonno, la veglia e la ricerca del cibo, oltre a indicare se siamo in inverno o in estate tramite la lunghezza del giorno. La luce ha quindi un profondo effetto sul comportamento e la fisiologia di tutti gli organismi.  Alcuni esempi? I ritmi quotidiani del canto degli uccelli, il movimento delle foglie e la migrazione di milioni di animali in specifici momenti dell’anno. Il secondo concetto: poiché gli organismi si sono adattati a questi ritmi naturali di luce e buio, hanno sviluppato meccanismi a livello fisiologico e molecolare per sincronizzarsi su tali cicli e addirittura per prevederli.

La mia ricerca è quindi partita da un’ipotesi semplice: se gli organismi sintonizzano il proprio comportamento e la propria fisiologia sul ciclo naturale luce/buio, l’inquinamento luminoso dovrebbe interferire con tali processi, perché va a modificare il ciclo naturale.

Al fine di verificare tale ipotesi, ho prima dovuto dimostrare che la fauna selvatica è soggetta all’inquinamento luminoso. Ciò non è semplice, dato che gli animali si spostano e possono facilmente cercare nascondigli in posti bui per evitare la luce. Per questo ho utilizzato dei minuscori registratori, applicati a esemplari di merlo europeo nella città di Monaco di Baviera, e in una foresta nei pressi, molto più buia della città. Gli uccelli in città erano esposti a livelli di luce molto più alti dei loro “cugini” nella foresta, ma l’intensità della luce risultava comunque piuttosto bassa se confrontata a quella di un normale lampione.

La domanda successiva fu quindi se livelli di luce relativamente bassi potessero avere un effetto sul comportamento e sulla fisiologia dei merli. Per analizzare la questione ho portato esemplari dalla città e dalla foresta in laboratorio e li ho esposti agli stessi livelli di illuminazione notturna che avevo misurato in campo, al fine di eliminare l’effetto di altre variabili come rumore e temperatura. Il risultato è stato impressionante: gli esemplari esposti a livelli di luce venti volte inferiori all’intensita di un tipico lampione si riproducevano un mese prima rispetto al ritmo naturale e mostravano un’attività notturna doppia rispetto agli uccelli esposti al buio naturale di una foresta.

Per quanto questi risultati fossero certi e curiosi, alla fine del dottorato rimaneva da rispondere a una domanda fondamentale: l’inquinamento luminoso, per gli uccelli, è cattivo, buono, o neutro? Per risolvere questo dilemma ho dovuto integrare approcci da vari campi di ricerca. Anzitutto ho utilizzato tecniche molecolari per capire quali vie biochimiche erano alterate dall’inquinamento luminoso, e che cosa sappiamo di tali vie.

Ho trovato effetti particolarmente rilevanti sui meccanismi relativi allo stress e alle funzioni cognitive, indicando che l’inquinamento luminoso può modificare processi ricollegabili a funzioni vitali e al successo riproduttivo. Inoltre, sono ritornato in campo per capire gli effetti di lungo termine sulla salute degli uccelli selvatici. Questo è un progetto di sette anni, attualmente in corso e parte di un’iniziativa più ampia denominata “Luce sulla natura”. Si tratta di un progetto olandese in cui lampade di differenti colori sono montate in varie foreste dell’Olanda. La mia ricerca attuale analizza le variazioni fisiologiche di lungo termine della cinciallegra. Questo uccello si riproduce in nidi a cassetta, il che dà la possibilità di catturare lo stesso esemplare varie volte per raccogliere campioni fisiologici, nonché di considerare variazioni dipendenti dall’età per quanto riguarda il successo riproduttivo e la sopravvivenza (la cosiddetta “senescenza”). L’idea è che questi studi servano a informare meglio la scienza e la politica per quanto riguarda gli effetti di lungo termine dell’inquinamento luminoso, oltre a indicare quali tipi di luci possono mitigare tali effetti, vista la tendenza in corso nella sostituzione delle lampade delle generazioni precedenti con i LED.


In quale misura le tue ricerche sugli uccelli possono aiutarci a capire gli effetti sugli esseri umani?
La mia ricerca ha senz’altro aspetti di interesse per la salute umana, dato che stiamo diventando una società in funzione “H24” e sempre esposta alla luce. E’ noto che questo è un problema per la salute, ma gli studi sugli esseri umani sono soprattutto correlativi e l’utilizzo di esemplari di laboratorio come topi e ratti può aiutare solo in parte a capire il problema perché si tratta di specie notturne. Gli uccelli sono animali diurni e a sangue caldo, come noi, e vivono in città mostrando reazioni significative all’inquinamento luminoso. Inoltre, è relativamente semplice studiarli sia all’aperto che in laboratorio, rendendo possibile ottenere campioni diversi dallo stesso animale, o seguendolo lungo tutto l’arco della vita, il che è importatne se vogliamo effettivamente valutare gli effetti dell’inquinamento luminoso sul lungo termine.

Si vede che è primavera (2/2): giornate FAI con visite anche in Val di Farma e banchetto informativo pibinko/Attivarti

Tra i mille luoghi aperti in Italia in occasione delle giornate FAI di primavera (25 e 26 marzo 2017), potreste venire a vedere in Val di Farma, a metà strada fra Siena e Grosseto, la Ferriera di Torniella e il Castello del Belagaio.

Le visite sono organizzate dalla sezione FAI di Grosseto assieme alla Pro Loco Piloni-Torniella e la famiglia Cuccia (per la ferriera).

Domenica 26, dalle 17 (occhio all’ora legale!), in concomitanza con il rinfresco, sarà presente anche un banchetto informativo di pibinko.org+Attivarti.org con cui daremo informazioni su aspetti minori o poco noti della Valle, come la palla a 21, la BuioMetria Partecipativa, o la mappa di comunità, pubblicata da poche settimane in versione beta.

Per ulteriori dettagli sulle giornate FAI nel grossetano (compreso il come arrivare al Belagaio anche in bici o sperimentando il Nordic Walking): vedi articolo.

Possibilità di pranzare e cenare in zona (Casa del Chiodo a Piloni, il Boscaiolo a Torniella o Sant’Uberto) – si prega di verificare dato l’invito a prenotare già circolato nei giorni scorsi.

Per informazioni sul banchetto di pibinko + attivarti di domenica 26: info@pibinko.org o 3511337020

Preavviso: 4 marzo – Open Data Day 2017 in Val di Farma

Sabato 4 marzo pomeriggio, in Val di Farma, si terrà un evento collegato all’International Open Data Day, la giornata internazionale dei dati aperti.

La sede fisica dell’evento è in via di definizione (negli spazi disponibili a Piloni, Torniella e Scalvaia che via via utilizzano le associazioni) e ulteriori informazioni saranno rese disponibili nei prossimi giorni.

Nella giornata sarà illustrata la versione aggiornata della mappa di comunità, già presentata in versione alfa il 18-12 scorso, durante il Festival d’inverno in Val di Farma e sarà possibile partecipare a fornire ulteriori informazioni di corredo per il completamento della mappa.

Per ulteriori informazioni o per segnalare l’interesse a partecipare: mappare@attivarti.org

21/12/2016 Arrivedorci! Arrivedorci!!! PaRtY LoFi (Milano)

Appuntamento per l’ultimo evento dei ragazzi del LO-FI nello spazio di via dei Pestagalli 27 a Milano….a gennaio, dopo sei anni di onorata carriera di eventi musicali e non solo:

ci dicono:

LoFi Milano ha pensato di congedarsi da voi organizzando una bella festa per dare anche un senso a tutte quelle dimostrazioni di affetto che abbiamo ricevuto in seguito al nostro annuncio.
Garantiamo tanta bella musica con i dj’s che hanno riempito le nostre serate e altri improvvisati.
Giuriamo che non ci saranno solo barbe lunghe !!!
Ci sarà anche il Tizio per firmare autografi!!!
Vi vogliamo in tanti!!!

ARRIVEDOOORCI!